Il simbolo vuoto è sicuramente il primo racconto che abbia mai pubblicato online, Simbolo Vuoto partecipava a "Il Contest di Camelot" .
Per una serie di vicissitudini, l'argomento sarebbe stato "Rancore/Perdono" e "Sala della Tavola Rotonda".
Dovendo essere un amore non definito come Canon, la scelta poteva avere infinite potenzialità, ma visto che sin dall'inizio la mia idea era di usare una coppia classica, ma non canonica, Mordred e Ginevra, ci sarebbero stati infiniti modi in verità in cui avrei potuto farla.
C'era la questione "rancore/perdono", pure che era attribuibile ad entrambi, ma alla fine, causa una situazione personale particolarmente triste, o voluto trattare la tragedia al suo culmine.
O meglio: quello che era il culmine per qualcuno che non era loro, usando un terzo personaggio: Artù.
Vedete, prima della nascita nel dodicesimo secolo di Lancillotto, l'innamorato finale della regina Ginevra era Mordred.
Lancillotto, nei fatti, ha soppiantato in molte gesta molti altri eroi della Saga Arturiana, come hanno fatto successivamente molti altri autori dopo il creatore del cavaliere della Normandia.
Tornando ad Artù, la scelta di mettere lui come voce parlante fu data dalla voglia di non essere classica nelle mie scelte. Se avessi dovuto usare la mia storia parlando usando uno o l'altro (entrambi era fuori discussione) o una voce fuoricampo non avrei avuto l'effetto desiderato.Padre di uno e marito dell'altra, il tradimento di Mordred e Ginevra lo aveva colpito? E se sì, in che modo?
Il problema dell'ambientazione poi, non era stato facile.
In verità io avrei voluto lago o spiaggia, ma li presero prima di me.
Se non ricordo male neanche "Rancore/Perdono" furono le mie prime scelte...
E ancora, Artù che tipo di padre era? E che tipo di marito era?
Se all'inizio avevo ipotizzato qualcosa di simile alla storia di Ugo e Perisina, a loro volta figlio e moglie di Nicolò III d'Este (la cui storia d'amore è l'esempio vivente di come le tragedie di quel tipo non erano inusuali), ma poi ho pensato che, va bene tutto!, ma Artù Pendragon non era di quella risma, se no che idealizzazione di regnante aureo e giusto sarebbe?
La storia poi mi costringeva a vedere di buon occhio anche Ginevra. Le leggende Arturiane infatti la mettono come moglie devota e perfettina, per poi trasformarsi in fedifraga sgualdrina ben attaccata al trono.
Io personalmente l'ho sempre detestata cordialmente: spesso messa a confronto con la figura di Morgana, non solo quest'ultima è sempre stata più vera delle altre, ma ho sempre detestato chi critica e dietro fa le stesse cose se non peggiori e, nei fatti, Ginevra in qualunque salsa la si veda fa sempre la stessa cosa.
E' stata una sfida interessante e spero che la lettura vi possa piacere.
Scaricatela e leggetela: Download gratuito (il modo per ovviare l'odiosa pubblicità l'ho scritta qui ) ed è così possibile leggerla fuori dal forum dei regni rinascimentali e senza connessione.
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