Visualizzazione post con etichetta i miei racconti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta i miei racconti. Mostra tutti i post

martedì 15 maggio 2018

I Regni su EFP

Con l'entrata in scena di Fra_De_Mi su EFP, mi sono ritrovata a riguardare più attentamente il sito e ho focalizzato la sezione "Giochi di Ruolo".
In precedenza, pensavo che fosse quello alla Dungeons and Dragons, ma quando ho focalizzato che viene compreso anche il gioco online... ho deciso di pubblicare anche lì le storie che ho scritto sui Regni.
Whahahahah
Whahhahaha
Whahahhaha

Santa paletta, ho bisogno di una vacanza dal mio cervello.
Anche perchè in verità non ho manco il tempo di leggere... e ho ancora il capitolo di un'amica da leggere... e in verità io voglio sapere cosa succede in quella storia!!!! uffa!!!!

Comunque ho appena pubblicato anche lì La storia di una vendetta - ovvero missione cacca, visto che il download non è neanche più possibile dal link che avevo faticosamente creato...

sabato 15 luglio 2017

La storia di Ser Tor, cavaliere del re.

La storia di Ser Tor è una storia che ho deciso di scrivere, tempo permettendo, per continuare a sviluppare l'idea che c'era nel Simbolo vuoto. Il protagonista non era Mordred solo per un caso fortuito. Volevo vedere come un cavaliere della tavola rotonda, nella fattispecie un cavaliere coetaneo di Mordred e che con lui è cresciuto, come e se aveva notato la cosa.
Essendo poi vicino a Mordred si dovrebbe vedere come è il rapporto tra lui e gli altri cavalieri, qualcuno che alla fine non ha nulla contro di lui, totalmente estraneo a qualunque intrigo.
Chi ha già letto Simbolo vuoto, saprà quale sarà la scelta di Ser Tor nell'ultima battaglia, anche se non il perché. Nè sa se il cavaliere sia o meno sopravvissuto a quel fratricidio.
Credo sia una specie di storia di formazione, con un giovane ragazzo che vuole divenire cavaliere, lo diventa e scope cosa vuol dire esserlo.

Perché essere cavaliere della tavola rotonda, vuol dire esserlo nel modo più ideale e idealizzato possibile.
Perché ci sono più doveri che diritti e perchè il privilegio è seguire la giustizia.
Ma c'è davvero giustizia, in fondo?

Ser Tor è il figlio bastardo di re Pellinore. In una delle storie che lo riguardano, quella sui suoi natali, per l'appunto, la madre è stata con questo re prima del matrimonio (quindi qui sembra che non ci sia niente di male, il suo onore di donna è salvo... bah) e che neanche sapeva che il re con cui era stata è il padre del bimbo... il tutto è raccontato con una tale placidità che ricorda enormemente il problema della condizione del consenso femminile nei rapporti, soprattutto se questi rapporti sono voluti da un nobile.

Se non sbaglio, ma dobbiamo andare indietro di anni, ai miei studi nella scuola dell'obbligo, anche i nostri poeti umanisti (era Petrarca?) distinguevano amabilmente nelle loro poesie la donna del volgo da una nobildonna, dove mentre quest'ultima era augusta e di voglie carnali neanche l'ombra perché superiore ai problemi della carne e sanno cos'è il pudore (ci crediamo?), le ragazzette del popolo erano pronte ad aprire le gambe tutte contente, con le guance rosee e tutto il resto. All'epoca, non guardavo molto il problema della condizione della donna, anche perché non ero che una bambina o poco più grande (e gli adolescenti sono stupidi), ma piuttosto il sistema classista che faceva meno intelligente o dotato di meno sentimenti e virtù un contadino rispetto a una famiglia di nobilotti di bassa lega. Crescendo poi ho cominciato a vedere anche quello che oggettivamente era la situazione non solo classista, ma anche sessista.

E anche nella storia delle origini di Ser Tor, dubito fortemente che la nonchalance in cui il padre putativo si preoccupava di essere un cornuto e lei che solo quando Merlino lo dice si preoccupa di parlarne, sia davvero così facile da raccontare; se vuoi essere credibile, le cose sono due: 
  • O lei ha venduto il suo corpo (vediamo poi per quale motivo, ma c'è solo un motivo per cui una donna lo fa);
  • O lei è stata violentata (quindi oltre al danno, la beffa di non essere nemmeno pagata).
Da qui sono nate le origini di Ser Tor che quindi, come figlio bastardo e manco riconosciuto di un Re potente come Pellinore.

Seguendo queste premesse, come si può sviluppare un personaggio simile?
Col rancore o con l'onore.
Essendo un cavaliere della Tavola Rotonda conosciuto con tanti onori, ma comunque di umili origini, mi piaceva fosse più propenso al ragionamento paritario e non classista.


Capitolo I . Come Tor divenne Cavaliere.
Capitolo II . Come Ser Tor divenne un uomo.
Capitolo III . Come Ser Tor conobbe l'identità di suo padre.
Capitolo IV . Ser Tor e la Regina di Avalon.
Capitolo V . Ser Tor va in guerra 

...
gli altri capitoli nei prossimi aggiornamenti




















Aggiornamento storia EFP

La storia che sto scrivendo Ser Tor - Storia di un cavaliere, è da qualche giorno aggiornata al V capitolo, per chi è interessato.
Ho anche, nonostante la mancanza di tempo, scritto una storia MordredXGalahad (che non sono una coppia nell'universo di Ser Tor): Miele e Salvia.
In verità l'ho scritta perché sì, per colpa di alcune eccellenti autrici di EFP sono diventata una fan della coppia e quindi, visto la carenza di storie che li riguardano, alla fine me ne sono scritta una io. Purtroppo per me, non ho la capacità della loro leggerezza e Mordred rimane un ragazzo imprigionato nel suo ruolo di figlio bastardo che rimane al fianco del padre per puro amore e Galahad un ragazzo a cui hanno appioppato un ruolo che neanche capisce, ma che in fondo gli appartiene.
Dovrei recuperare un po' di amore per le scenette stupide, ma al momento non ho la freschezza mentale... o forse è solo l'età. Ma credo di più alla stanchezza mentale... se no la mia parabola è andata ben in frette nel declino del talento da scriba...

Il problema è che ormai sono felice solo quando scrivo... E visto che sono in pausa da Regni Rinascimentali perché non ho la testa neanche per fare la base per la sopravvivenza di LidiaFragola, forse dovrei sinceramente rilassare i pochi neuroni che ho, ordinare le idee e trovare il tempo per fare tutto quello che devo fare e tutto quello che voglio fare.

Per il resto... appena ho tempo farò i download di rito.

domenica 4 settembre 2016

Simbolo Vuoto

Il simbolo vuoto è sicuramente il primo racconto che abbia mai pubblicato online, Simbolo Vuoto partecipava a "Il Contest di Camelot" .
Per una serie di vicissitudini, l'argomento sarebbe stato "Rancore/Perdono" e "Sala della Tavola Rotonda".
Dovendo essere un amore non definito come Canon, la scelta poteva avere infinite potenzialità, ma visto che sin dall'inizio la mia idea era di usare una coppia classica, ma non canonica, Mordred e Ginevra, ci sarebbero stati infiniti modi in verità in cui avrei potuto farla.
C'era la questione "rancore/perdono", pure che era attribuibile ad entrambi, ma alla fine, causa una situazione personale particolarmente triste, o voluto trattare la tragedia al suo culmine.
O meglio: quello che era il culmine per qualcuno che non era loro, usando un terzo personaggio: Artù.
Vedete, prima della nascita nel dodicesimo secolo di Lancillotto, l'innamorato finale della regina Ginevra era Mordred.
Lancillotto, nei fatti, ha soppiantato in molte gesta molti altri eroi della Saga Arturiana, come hanno fatto successivamente molti altri autori dopo il creatore del cavaliere della Normandia.
Tornando ad Artù, la scelta di mettere lui come voce parlante fu data dalla voglia di non essere classica nelle mie scelte. Se avessi dovuto usare la mia storia parlando usando uno o l'altro (entrambi era fuori discussione) o una voce fuoricampo non avrei avuto l'effetto desiderato.Padre di uno e marito dell'altra, il tradimento di Mordred e Ginevra lo aveva colpito? E se sì, in che modo?
Il problema dell'ambientazione poi, non era stato facile.
In verità io avrei voluto lago o spiaggia, ma li presero prima di me.
Se non ricordo male neanche "Rancore/Perdono" furono le mie prime scelte...
E ancora, Artù che tipo di padre era? E che tipo di marito era?
Se all'inizio avevo ipotizzato qualcosa di simile alla storia di Ugo e Perisina, a loro volta figlio e moglie di Nicolò III d'Este (la cui storia d'amore è l'esempio vivente di come le tragedie di quel tipo non erano inusuali), ma poi ho pensato che, va bene tutto!, ma Artù Pendragon non era di quella risma, se no che idealizzazione di regnante aureo e giusto sarebbe? 
La storia poi mi costringeva a vedere di buon occhio anche Ginevra. Le leggende Arturiane infatti la mettono come moglie devota e perfettina, per poi trasformarsi in fedifraga sgualdrina ben attaccata al trono.
Io personalmente l'ho sempre detestata cordialmente: spesso messa a confronto con la figura di Morgana, non solo quest'ultima è sempre stata più vera delle altre, ma ho sempre detestato chi critica e dietro fa le stesse cose se non peggiori e, nei fatti, Ginevra in qualunque salsa la si veda fa sempre la stessa cosa.

E' stata una sfida interessante e spero che la lettura vi possa piacere.

Scaricatela e leggetela: Download gratuito (il modo per ovviare l'odiosa pubblicità l'ho scritta qui ) ed è così possibile leggerla fuori dal forum dei regni rinascimentali e senza connessione.



mercoledì 31 agosto 2016

Cronache da un gioco di ruolo - Lettera da un padre mai conosciuto

Quando un personaggio del gioco online Regni Rinascimentali, Aryale, stava per essere adottata, io scrissi la lettera che il padre biologico le fece arrivare in occasione della sua adozione.
Aryale nella storia di vendette e cacca era ancora una bambina... che poco dopo se ne andò con uno che voleva adottarla e alla fine lo ha fatto.
La ragazza dietro il personaggio parlando con me, voleva che ci fosse qualcosa che la facesse vacillare, che facesse pensare ad Aryale che forse non stava facendo la cosa giusta.
Da qui saltò fuori l'idea che riceveva la missiva dal padre naturale (a contrapposizione di quello attivo) e che visto che lei cominciava una nuova vita, era giusto che sapesse qualcosa della vecchia.
Così mi diede un paio di giorni e io mi inventai questa missiva.
La passai alla ragazza che, quando lo lesse, si sorprese per una storia simile... lo lesse anche quello che poi interpretava il padre adottivo, e dopo di lui altri che rimasero piuttosto sorpresi di leggere un resoconto così completo e complicato. Poi vene pubblicato sul topic GDR che trattata di questa adozione.
Scrivere frasi come "se cadrai io di prenderò" sa tanto di Baci Perugina, io non sono brava con le frasi ad effetto, scrivo soprattutto lunghi monologhi.

Spero vi piaccia.


Scaricatela e leggetela: Download gratuito (il modo per ovviare l'odiosa pubblicità l'ho scritta qui ) ed è così possibile leggerla fuori dal forum dei regni rinascimentali e senza connessione, anche perchè è una lettera che racconta la storia di una nascita, di un abbandono, e di un amore che persiste.


Lettera da un padre mai conosciuto









lunedì 29 agosto 2016

Cronache da un gioco di ruolo - Missione Cacca

Ormai anni e anni orsono, mi iscrissi con questo stesso account al Gioco di Ruolo Regni Rinascimentali.
Un gioco non particolarmente impegnativo, se non ti appassioni a chat e forum.
Non saprei dire se è meglio o peggio di altri giochi semplicemente perchè io NON li faccio.
Fatto stà che Lidiafragola, grande cambiamento del nome come vedete, per colpa di altre giocatrici è diventata un membro abbastanza attivo.
Con il risultato che ha una figlia segreta che in pochi sanno sia sua figlia.
Un gatto demoniaco che la considera una finta padrona e che attende il ritorno di quella vera.
E' il Tribuno della città (grazie a dio sono pochi i giocatori che nascono)
Sopporta in malo modo la politica del Ducati di Milano a cui appartiene perchè pensa che gli altri giocatori diano dei piccoli fascisti frustrati che si comportano nè più nè meno dei politici nella vita reale e che siano persone così squallide da volerli imitare in un gioco che dovrebbe essere uno svago per tutti ma che gli altri e creare un mondo ideologico solo perchè non fanno abbastanza cacca.
Perchè cotinua a farlo? Per quelle persone piacevoli che
E poi ormai è un'abitudine, come una sigaretta.
A un GDR nel forum principale dal gioco.
Proprio ne "Memorie di una cittadina" (come pensavate potessi chiamare un Topic?) ho scritto una storia che è venuta in mente a me e a una ragazza che al tempo giocava con me.


La missione fu nè più nè meno il resoconto di una missione punitiva che facemmo nel gioco di ruolo solo scritto (visto che sarebbe impossibile farlo davvero) nei confronti del marito che la stava abbandonando... il che comprendeva la cacca delle mie pecore.
Era il lontano 2011.
E' stata una genialata di cui vado personalmente molto orgogliosa.
Perchè?

Perchè:

Di zitelle, donne abbandonate, ritiri e pantofole si narra... (ovvero: qualcuno la vedrà grigia, anzi marrone).

Scaricatela e leggetela: Download gratuito (il modo per ovviare l'odiosa pubblicità l'ho scritta qui ) ed è così possibile leggerla fuori dal forum dei regni rinascimentali e senza connessione.

Storia di una vendetta. Ovvero: Missione cacca - storia completa